Prevenire prematurità e malformazioni congenite: i consigli degli specialisti per i genitori

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Ogni ora nel nostro Paese nascono più di dieci bambini prematuri o con difetti congeniti, circa 250 al giorno, qualcosa come 90 mila ogni anno. Molto si potrebbe fare per prevenire questi problemi, che possono essere anche molto gravi, ma è indispensabile maggiore consapevolezza da parte sia dei futuri genitori sia degli operatori sanitari. 

È per questo motivo che l’International centre on birth defects and prematurity (Icbd), centro collaborativo dell’Organizzazione mondiale della sanità, promuove tutto l’anno una serie di iniziative (pubblicate sul sito www.primadellagravidanza.it e www.pensiamociprima.it) con lo scopo di promuovere tutte le misure di prevenzione, consigliando i futuri genitori e informandoli sulle patologie che si possono evitare con alcune semplici regole. Come, per esempio, che le donne assumano ogni giorno 0,4 milligrammi di acido folico per tutta la loro vita riproduttiva e non solo durante la gravidanza.

L’acido folico (vitamina B9) aiuta a “costruire” le nuove cellule dell’embrione, permette di ridurre fino al 70% il rischio di gravi malformazioni come anencefalia e spina bifida e contribuisce a ridurre il rischio di cardiopatie e labioschisi (il cosiddetto “labbro leporino”).

Invece, secondo uno studio presentato a Roma da Icbd, solo poco più di una donna su quattro (il 28%) era abituata ad assumerlo prima dell’inizio della gravidanza. Lo studio coordinato da Icbd è stato realizzato in sette strutture (Verbania, Fidenza, Genova, Pisa, Roma Fatebenefratelli, Roma Santo Spirito e Benevento) intervistando 2.212 donne.

Neomamme sempre più “mature” - Dai risultati è emerso, per esempio, che ben il 41% delle partorienti ha un’età media ormai sopra i 35 anni. Le più giovani sono risultate le mamme di Benevento, dove solo il 34% è over 35.

Indagati anche titolo di studio, nazionalità e occupazione: il 15% delle madri ha la licenza media; il 15% sono straniere; il 13% non lavora né studia.

Meno della metà (il 42%) delle future madri ha effettuato visite mediche nell’anno precedente alla gravidanza per chiedere consigli o per farsi prescrivere esami, medicine o vitamine in vista della maternità.

In questo contesto, sorprende un po’ il dato relativo alla pianificazione delle gravidanze: ben il 65% delle donne ha deciso di pianificare, con i valori top a Genova (76% del totale) e il minimo a Benevento con il 52%.

Prevenzione e fattori di rischio - L’acido folico va assunto durante l’età fertile, per essere sicuri che tutte le donne al momento del concepimento ne abbiano una buona scorta nel proprio organismo, ma solo il 28% delle mamme indagate era abituata ad assumerlo prima dell’inizio della gravidanza. Gli ospedali dove si sono registrati i dati migliori sono stati quelli di Genova e il Santo Spirito di Roma, maglia nera a Benevento fermo al 13% dei casi.

Lo studio dell’Icbd ha evidenziato anche l’allarmante frequenza di altri fattori di rischio nelle neomamme: il 27% era fumatrice prima di rimanere incinta (minimo 23% a Genova, massimo 33% a Pisa), il 19% in sovrappeso (con un punta del 32% a Benevento) e il 26% assumeva farmaci nel primo trimestre di gravidanza.

Ecco perché «diamoci tutti da fare – ha esortato Pierpaolo Mastroiacovo, direttore Icbd – ciascuno nel proprio ambito, per divulgare con testardaggine alcune regole di salute che possono contribuire a far nascere più bambini sani nelle prossime generazioni e con un bagaglio di salute più robusto».


Crescere Insieme Esperia srl, società leader nel panorama nazionale nella gestione di asili nido e dei servizi all’infanzia: una storia fatta di obiettivi. Sito Web

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