Il Servizio Asili Nido a Roma: un sistema unico integrato pubblico-privato.

Il sistema degli asili nido a Roma rappresenta “un unicum” nel panorama nazionale in quanto l’offerta del Comune per tali servizi,si è via via arricchita raggiungendo una dimensione molto ampia e maggiormente qualificata, attraverso l’integrazione in un unico modello organizzativo pubblico, di strutture a gestione diretta e strutture qualificate gestite da operatori privati e Cooperative sociali convenzionate con il Comune stesso con caratteristiche educative, organizzative e di sicurezza del tutto corrispondenti alle prime.

L’intento del Comune negli anni è stato ovviamente quello di soddisfare al meglio i bisogni delle famiglie con bambini piccoli, ma non sempre i risultati sono stati all’altezza delle aspettative.

Se guardiamo oggi al Sistema nel suo complesso, possiamo rilevare che le richieste di ingresso di bambini sotto i 3 anni di età sono notevolmente diminuite, qualcuno stima in circa 4.500 le domande di iscrizione in meno rispetto a pochi anni fa, e soprattutto diminuiscono le richieste di iscrizione presso le strutture comunali a gestione diretta, dove nel corso dello scorso anno si sono registrati quasi mille posti vuoti, mentre in quelle convenzionate si è arrivati a coprire quasi la capienza massima.

Ecco quindi che una buona Amministrazione Comunale, pur nell’ambito dei propri limiti economici e normativi, si dovrebbe impegnare a ricercare una vera soluzione a tali problematiche, occupandosi principalmente delle cause (probabilmente la cattiva gestione) che le hanno generate, piuttosto che degli effetti (i posti vuoti delle strutture a gestione diretta).

Detto ancora che comunque le condizioni di scenario per tutti, sono:

  • un indice di natalità in continua e preoccupante discesa, non solo per la frequenza agli asili nido;

  • un indice di reddito per le famiglie sempre più impoverito;

  • le precarie condizioni di sostenibilità del servizio cosi come è, nonostante venga richiesto alle famiglie un livello ISEE tra i più elevati in Italia,

 Ci permettiamo di porre alcune domande sullo stato in cui versa il sistema integrato degli asili nido a Roma:

 Gli asili nido che compongono il Sistema Unico, l’insieme cioè di quelli a gestione diretta e i Convenzionati o quelli in regime di Concessione, vengono gestiti tutti nello stesso modo?

 La risposta, purtroppo, è no. I genitori raccontano sempre più di asili nido comunali fatiscenti dove è rara ogni attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e dove non si riesce a garantire sempre il servizio, quando per esempio a causa di assenza o mancanza di personale vengono richiamati per ritirare anticipatamente dal nido i propri bambini, e infine da un punto di vista educativo i nidi comunali non sono aperti all’innovazione pedagogica: il  comune è una struttura elefantiaca che nel momento in cui finalmente si apre ad un cambiamento, quel cambiamento è già diventato passato.

 I nidi convenzionati o in concessione invece, brillano per innovazione, servizi, pulizia: in una parola, qualità. Non stupisce infatti che nelle preferenze dei genitori siano sempre questo tipo di nido ad essere ai primi posti. Servizi di pre e post scuola, assistenza alla genitorialità, corsi di lingua e laboratori artistici fanno di queste scuole un concentrato di pregi.

 Ma quindi questi asili convenzionati o in Concessione che erogano più servizi costano molto di più ai contribuenti e quindi alle famiglie di Roma?

Incredibilmente, la risposta è no. Il fatto che questi asili siano amministrati in maniera virtuosa da gestori attenti alla efficienza della propria struttura, fa sì che il costo che poi ricade sulla società, sia di molto inferiore a quello che hanno i nidi a gestione diretta. Un anno di scuola di un bambino in un nido comunale, costa a tutti noi contribuenti €16.000, contro gli € 8.500 di costo per un bambino in una struttura convenzionata e addirittura 5.600€ di una struttura in Concessione.

 La libertà, che oggi i genitori hanno di poter scegliere tra le diverse strutture, all’interno del Sistema Unico, è un “LUSSO” che non ci possiamo più permettere, o uno stimolo a mantenere elevato per tutti il livello qualitativo del servizio?

E’ evidente che la libertà di scelta di un genitore quando deve decidere dove mandare il proprio bambino è sostanzialmente condizionata dalla affidabilità complessiva della struttura, quale la stabilità del personale le condizioni strutturali dell’edificio, la possibilità di avere una offerta di servizi capace di adeguarsi a stimoli innovativi esterni, flessibile nell’erogazione del servizio stesso. Tutto questo non può non essere uno stimolo per quelle parti che non rispondono ancora a tali requisiti di adeguarsi nel più breve tempo possibile per raggiungere al contempo i necessari livelli di efficienza e di sostenibilità complessiva. Questa modalità può portare chi oggi non sceglie più le strutture comunali a tornare a preferirle a condizioni più precarie che potrebbe trovare al di fuori del Sistema Unico.

L’Amministrazione Capitolina come sta affrontando il problema?

Il comune di Roma, anziché imparare dai gestori virtuosi a portare avanti gli asili in modo responsabile efficiente e accurato, piuttosto che interrogarsi sui propri errori e migliorare la parte oggi al di sotto dei livelli di qualità accettabili, come ogni famiglia o azienda saggia si appresterebbe a fare, preferisce risolvere il problema in un modo che tanti problemi ha portato nel corso della storia: usando il proprio potere.

Infatti l’Amministrazione Comunale si accinge a deliberare un nuovo Regolamento di Iscrizione agli asili nido comunali, imponendo ai genitori di effettuare 6 scelte, dando una priorità obbligatoria per le prime 5 posizioni riservando la 6 scelta ad un asilo nido in convenzione o in concessione solo a condizione che le prime cinque strutture indicate siano totalmente piene.

Le modalità di scelta solo on-line per rendere a tutti la vita più “facile”, ritardi nell’emanazione del bando per le iscrizioni, impossibilità di trasferimento tra strutture dirette ed indirette ect.. tutto nel segno della maggiore e forse addirittura “inconsapevole”complicazione.

La scelta così ad occhio e croce sembrerebbe poter risolvere il primo effetto che l’Amministrazione si è posta di superare, coprire cioè i posti vacanti nei propri asili nido a gestione diretta a danno dei Convenzionati o Concessionari.

Nella realtà tali ipotesi non partendo dall’analisi delle cause ma guardando con cinismo e mancanza di capacità progettuale solo agli effetti più facilmente percepibili, non porteranno quei genitori chi hanno deciso che i propri figli meritano un servizio degno di tale nome, ad iscriversi in strutture fatiscenti senza personale senza servizi integrativi e probabilmente lontani da casa propria, ma si rivolgeranno a strutture che saranno capaci di erogare servizi coerenti con le loro necessità.

Il risultato concreto di tali iniziative in sintesi sarà:

  • La mancata copertura dei posti negli asili nido a gestione diretta già oggi semivuoti;

  • la destrutturazione della rete di asili in Convenzione e in Concessione, con la chiusura di oltre 200 nidi, con il licenziamento di oltre 2.300 dipendenti e uno sviluppo abnorme e incontrollato del fenomeno dell’abusivismo.

Nel caso venissero confermato tale scenario con la delibera che la Giunta Capitolina si appresta a varare, ancora una volta purtroppo, assisteremmo nella nostra Comunità alla vittoria del potere sulla qualità, della visione miope su quella a lungo termine, dei furbi sui virtuosi. E a pagarne le conseguenze saranno, come sempre, le famiglie.


Crescere Insieme Esperia srl, società leader nel panorama nazionale nella gestione di asili nido e dei servizi all’infanzia: una storia fatta di obiettivi. Sito Web

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