Baby integrazione e ricerca di sé

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L’integrazione nasce già all’asilo nido

La nostra società è sempre più varia, caratterizzata da contaminazioni etniche: culture e popoli dei 5 continenti che si amalgamano. L’Italia cambia e anche il mondo della scuola, a partire dagli asili nido si adegua. Nei nostri nidi riscontriamo quanto l’unione di diversi Paesi aiutino nella conoscenza del prossimo.

La cosa sorprendente è che pregiudizi e problemi sono posti solo dagli adulti, e anche in questo dovremmo imparare dai bambini, che non hanno pregiudizi o preconcetti legati alla diversità. Per i piccoli è estremamente importante stare bene con il loro compagno di gioco, indipendentemente dal colore della pelle. I bambini ci insegnano ad andare oltre. Ci insegnano a guardare dentro di noi come individui, sempre diversi, ma in sostanza uguali.

Ma come educatori ci poniamo una domanda: come possiamo facilitare la ceazione del proprio “Sé”? Nei nostri nidi è presente la valorizzazione della differenzazione, mediante la presenza nel gioco simbolico di bambole che rappresentano le diverse etnie, la presenza dello specchio che permette ai bimbi di guardarsi e di riconoscersi, attraverso raffigurazioni con immagini di bambini provenienti da diverse culture.

Crescere Insieme Esperia Srl  ha collaborato con il Ministero dell’Interno attivando presso alcune strutture il progetto di integrazione “Mai più estranei”.

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Gli obiettivi principali del programma sono quelli di abbattere le barriere culturali e psicologiche all’accoglienza dell’altro, favorendo l’integrazione già dai primissimi anni e facilitando, cosa più complicata, l’integrazione degli adulti appartenenti. Attraverso laboratori tematici e giornate aperte come la “festa dell’intercultura”, Esperia promuove un  atteggiamento di accoglienza e conoscenza reciproche creando una rete invisibile di relazioni tra genitori, bambini, educatori e mondo circostante.
Mentre i bambini sono al nido i genitori guidati da un mediatore culture affronterà tematiche riguardanti le problematiche dell’età evolutiva. Ogni cultura ha una diversa visione della crescita dei figli.a le diverse famiglie. Questo progetto si realizza attraverso la conoscenza delle diverse danze e canzoni popolari, attraverso la narrazione di fiabe dal mondo appartenenti alle tradizioni di popoli differenti. Una conoscenza che avviene come sempre anche dalla tavola: i bambini sin da piccolissimi e con naturalezza si confrontano con nuovi cibi, colori, sapori, spezie e odori.

Lavorando in diversi nidi, è stato sorprendete osservare come i bambini diventino loro stessi “mediatori” tra i genitori e il personale educativo: i bimbi infatti appartengono alla “seconda generazione”, cioè stranieri nati molto spesso in Italia, che cresceranno e frequenteranno scuole italiane. Imparando da piccoli più lingue, il bambino farà da mediatore linguistico aiutandoci nella relazione con i genitori. E questo non avviene solo con le famiglie straniere: sorprendente è stato vedere come una bambina di 2 anni mi facesse da interprete con i genitori e i nonni mediante la lingua dei segni.

La mia esperienza di educatrice è testimone ogni giorno di questo cambiamento culturale che sorprende solo noi adulti: per i bambini è tutto naturale e facile.

 


Romana, classe 1985. Intraprende studi scientifici per poi approdare alla sua grande passione: lavorare con i bambini. Biografia

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